MEMBERS

Luigi Caramiello

Collaboratore Scientifico
caramiello@analisiqualitativa.com
www.caramiello.analisiqualitativa.com

Luigi Caramiello, sociologo, é nato a Napoli il 27 gennaio del 1957. E’ professore aggregato di Sociologia dell’Arte e della Letteratura. Ha insegnato Teorie e culture della complessità sociale e Sociologia e storia dei media, nella Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. E’ ricercatore di Sociologia generale, al Dipartimento “Gino Germani” e, nello stesso ateneo “Federico II”, è stato anche docente di Sociologia Generale alla Facoltà di Medicina. Si é laureato in Sociologia all’Università degli Studi di Napoli con il punteggio di 110/110 e lode. E’ giornalista professionista. Regista scritturato dalla RAI. Autore iscritto alla SIAE. Ha pubblicato dieci libri e numerosi saggi e articoli scientifici. Ha diretto vari progetti di ricerca e ideato e promosso diverse iniziative scientifiche. Ha insegnato all’Università di Salerno, all’Istituto Universitario “Orientale”, all’Università di Bologna, all’Università “Partenophe” e all’Università di Budapest. Membro della rete UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha avuto la responsabilità scientifica di diversi progetti europei e partecipato a vari convegni e iniziative internazionali. E’ Membro del Collegio dei docenti del Dottorato in “Sociologia e ricerca sociale”, componente del Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio “Forma” e Responsabile scientifico per l’Ente AS.FOR.IN. E’ direttore della Fondazione “Nord e Sud” e Presidente dell’associazione “Realtà Futura”. Ha svolto varie attività didattiche e di ricerca al Dipartimento Scienze della Comunicazione di Fisciano, al Dipartimento di Sociologia dell’Ateneo “Federico II” di Napoli, al Dipartimento di Scienze Sociali dell’Istituto Universitario Orientale. Ha tenuto numerose lezioni, conferenze, seminari, per istituzioni scientifiche e culturali, in Italia e all’estero. E’ Membro Supplente della Conferenza Stato-Regioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Rappresentante della Regione Campania, come da Repertorio Atti n° 44/cu dell’11 aprile 2013. E’ Membro del Comitato Scientifico Internazionale dell’organizzazione “Giù le mani dai bambini”. E’ Direttore della Collana “Frontiere delle Scienze Sociali” edita dalla Editoriale Scientifica, Napoli.


Profilo culturale e formativo

Luigi Caramiello ha conseguito la Laurea in Sociologia nel 1985, discutendo una tesi in Sociologia dell’Arte e della Letteratura, intitolata “La comunicazione atomica, teoria e saperi nell’era nucleare”, relatore il Prof. Alberto Abruzzese. Oltre che la logica conclusione del ciclo di formazione accademica la Laurea rappresentava per Caramiello anche l’approdo di una fase di impegno e partecipazione in ambito culturologico, comunicazionale e “sociale”, avviata molti anni prima. I suoi interessi “culturali” si sono costantemente manifestati, infatti, accanto a un impegno civile e progressivo da sempre “naturalmente” correlato all’attività teorica, di riflessione, di ricerca. In questo senso va interpretato il suo lavoro nei circuiti della comunicazione “sociale”, (è stato membro della Direzione Nazionale dell’ARCI), promozione di giornali, riviste, radio e TV libere, collettivi ambientalisti, attività di volontariato (come in Irpinia dopo il terremoto), espletato sin dai primi anni ‘70. Così come l’organizzazione di tante iniziative culturali, a partire da “Passeggiando nel Parco”, una manifestazione di cultura e spettacolo per i giovani, di cui è ideatore e direttore, (patrocinata dal Comune nell’ambito delle iniziative di “Estate a Napoli”), una rassegna di taglio multimediale, della durata di 10 giorni, cui partecipano, nelle sue due edizioni del ‘80 e ‘81, 170mila persone. La stessa collaborazione con Alberto Abruzzese ha accompagnato e addirittura preceduto l’attività piu sistematica di elaborazione sociologica e ricerca in ambito accademico. Una fase che è ben testimoniata da una ricerca a piu mani (Napoli no-New York, A. Abruzzese, L.Caramiello ed altri, Liguori, Napoli, 1982) sul nuovo assetto metropolitano di Napoli, incentrata soprattutto sulla dimensione culturale emergente della città. In questa fase la sua riflessione, in origine di ispirazione strutturalista e neo-marxista, risulta fortemente influenzata dalla proposta post-moderna di Lyotard, dalla prospettiva neo-francofortese di Baudrillard e dal grande affresco mcLhuaniano. Come si evidenzia del resto anche in “Copyright 9.9.”, uno sceneggiato di anticipazione sociologica che scrive nel 1982, (curandone la regia per Radio1) e che la RAI replica piu volte. Con il conseguimento della Laurea la collaborazione con il Prof. Alberto Abruzzese si intensifica, traducendosi in una fitta comunicazione sul terreno culturale, con la partecipazione a numerosi convegni e momenti di studio e ricerca, pubblicazione di articoli e saggi su vari aspetti della realtà culturale e mass-mediologica. Nel 1986 frequenta un corso di Lingua e Letteratura Inglese all’Ifor Evans Hall University College London, dove approfondisce anche questioni relative all’universo tematico evocato dai Cultural studies. Questo, senza trascurare l’approfondimento dei “classici” della “communication research”, dalle teorie pionieristiche di Laswell (ma anche di Kracauer), basate sull’analisi del “contenuto”, all’idea del “flusso a due fasi” e dell’efficacia “contributiva” di Lazarsfeld e Katz, dalla “nuova retorica scientifica” di Hovland all’influenza dei “gruppi” di Lewin.

Sulla scorta di questi approfondimenti, accanto agli studi di carattere piu “globalistico”, di autori come Innis, Ong, e naturalmente McLuhan, egli matura una forte convinzione relativa alla centralità sociologica dei processi comunicativi e simbolici nella dinamica sociale. Ostentazione, scambio, dono, sacrificio, depense, sono alcune delle categorie che dall’antropologia culturale (Mauss, Malinowsky, Bataille, Levi Strauss) o dalla sociologia economica (Keynes, Veblen, Duesenberry) giungono a soccorrere questa impostazione.

Tale consapevolezza, rafforzata da ulteriori studi e riflessioni, si riverbera in un ampio lavoro pubblicato nel 1987, dal titolo “Il Medium nucleare”, (Luigi Caramiello, Edizioni Lavoro, Roma, 1987) nel quale sviluppa, tra l’altro, alcuni motivi di riflessione presenti già nel suo lavoro per la tesi di Laurea. Il libro è una trattazione intorno alle conseguenze prodotte dalla “situazione atomica”, cioè dalla minaccia di un conflitto termonucleare globale, sul terreno della riflessione teorica e paradigmatica, sul piano degli aspetti psicologici e comportamentali, nella sfera dell’immaginario.

Partendo da una analisi del dispositivo nucleare in base alle sue caratteristiche simboliche e comunicazionali, generatrici di una “catastrofe” (nel significato “matematico” di Thòm) sul piano culturale e storico, egli individua una possibile prospettiva, nell’ipotesi di una equilibrata, graduale destrutturazione dell’apparato pantoclastico, mediante l’attivazione di una particolare “strategia” nel contesto della “Game teory” (von Neumann e Morgestern 1947), simile a quella avanzata, sul terreno teorico, da Axelrod e Rapoport con il TIT FOR TAT (colpo su colpo). Un’ipotesi che parrebbe aver riscosso un parziale suggello empirico con l’affermarsi progressivo delle attuali modalità dialogiche nell’ambito delle relazioni internazionali fra le grandi potenze. Il saggio si avvale di una densa introduzione con la quale Alberto Abruzzese presenta al pubblico e discute, i temi e le questioni problematiche al centro del lavoro. Contemporaneamente, prosegue il suo impegno sul piano accademico. Quale assistente delle due cattedre del Prof. Abruzzese (Sociologia dell’Arte e della Letteratura e Sociologia delle Comunicazioni di Massa) tiene alcuni corsi seminariali nell’ambito della facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Sociologia. Nell’anno accademico 88/89 propone agli studenti un seminario che ha come tema le questioni dell’immaginario nell’età atomica, trattate nel libro “Il medium nucleare”. Nell’anno successivo 89/90 ripropone questo stesso seminario e, contemporaneamente, ne svolge un altro, sul tema “Il modello sociocritico”, nel quale, partendo dalla definizione del concetto di sociocritica così come sviluppato dal sociologo praghese Pierre V. Zima, approfondisce la sfera di una possibile sociologia del testo letterario. Una “Sociocritica” la quale partendo da alcuni momenti del pensiero di Marx, Durkeim, Weber, Parsons, propone un sistema di analisi critica del testo letterario e delle sue modalità di fruizione fondato su talune categorie a fondamento delle teorie di Lukacs, Benjamin, Adorno, Bachtin, de Saussure, Greimas, Luhmann, Escarpit, Eco. In questa stessa fase Caramiello sviluppa alcuni altri motivi di ricerca anch’essi già presenti nella riflessione sociologica avviata con “Il medium nucleare”, cioè i problemi relativi al rapporto fra i processi di evoluzione tecnico scientifica e, da un lato i paradigmi teorici, dall’altro la cultura, le dinamiche psicologiche e comportamentali. Per questa via i suoi interessi si rivolgono, non secondariamente, anche alla sociologia della scienza, alle elaborazioni di Merton, Kuhn, e Popper, ed alla riflessione di Morin. Su questo terreno nasce un intenso confronto culturale con il fisico Prof. Vittorio Silvestrini che sfocia nella progettazione comune di “Futuro Remoto”, rassegna di divulgazione a cavallo fra la scienza e l’immaginario, patrocinata dall’Università degli Studi di Napoli e diverse altre Istituzioni pubbliche e private, da cui è nata la Fondazione Idis e la Città della Scienza. Nel contesto di questo lavoro pubblica anche “Paradigmi, visioni, storie” (a cura di, L. Caramiello e G. Frezza, CUEN, Napoli, 1987), un volume che tenta proprio di far interagire scienze naturali e discipline della comunicazione, fisici e sociologi, biologi e mass-mediologi. In quegli anni Caramiello è anche impegnato nella struttura di Pubbliche Relazioni e documentazione del Commissariato del Governo per la ricostruzione per il quale avvia un progetto di ricerca teso a cogliere e analizzare i risultati, in termini di crescita socio-culturale, conseguiti fra i gruppi sociali interessati dal piano di risanamento urbanistico-abitativo. Nello stesso tempo prosegue e si amplia l’attività pubblicistica con interventi di cultura e critica letteraria, di ambito non solo sociologico, su vari giornali “L’Unità”, “Jonas”, “Il Mattino”, “Il Giornale di Napoli”, “Il Corriere della Sera”. Ma la sua riflessione scientifica, in questi anni, sembra risentire della crisi di paradigma che da più parti viene riferita alla sociologia. La consapevolezza di questi problemi lo spinge a cercare soluzioni e stimoli, sul terreno della evoluzione disciplinare, nell’ambito biologico e psicologico, etologico e sociolobiologico proposto da diversi autori (Monod, Jacob, Lorenz, Morris, Eibl-Eibesfeldt, Piaget, Laborit, Wilson, Lumsden, Dawkins, Barash). Il possibile contributo proveniente da discipline più tipicamente interne al campo delle scienze naturali gli pare rilevante, benchè da un altro versante, anche per quel che riguarda la proposizione del nuovo paradigma sociologico della “complessità”, sostenuto soprattutto da Morin, Prigogine, Bateson, Maturana, Varela). Un quadro epistemologico di impronta neo-evoluzionista e “sistemica” le cui implicazioni ecosociologiche ed olistiche gli paiono rivestire interesse anche per quanto attiene allo sviluppo complessivo della moderna scienza sociale. In un certo senso è l’ispirazione di fondo che caratterizza “Da amore a Zapping” (L. Caramiello, Pironti, Napoli, 1995), un libro atipico, nel quale egli tende volutamente a stemperare i fattori di possibile rigore metodologico, in una sorta di gioco terminologico e categoriale; con 59 testi riferiti ad altrettante “parole chiave”, propone una piccola “enciclopedia” che evoca alcune fra le “questioni” sociologiche fondamentali del nostro tempo. Nella stessa fase insegna Sociologia delle Comunicazioni di Massa (Napoli, Istituto E. di Savoia, 1994/95) nei corsi di specializzazione post-diploma in tecnica pubblicitaria finanziati dalla Comunità Europea. Poco dopo avvia la sua collaborazione con la Terza Rete RAI che lo chiama, quale consulente culturale e ideativo, a svolgere la sua attività nell’ambito della trasmissione “Tempo Reale”, rotocalco settimanale di informazione diretto da Michele Santoro. Questa fase del suo percorso di ricerca lo vede impegnato in una opera di ridefinizione del suo itinerario di studioso. Che vuol dire anche ritornare “criticamente” su alcuni dei motivi di riflessione tematica che hanno costituito i suoi interessi predominanti per molti anni. L’idea di poter stimolare una qualche forma di rapporto e composizione fra la sensibilità ecosociologica e la scienza delle comunicazioni, fra l’orizzonte della natura e quello della tecnica, ha bisogno di segnare una nuova tappa. Ciò avviene con “La natura tecnologica”, (L. Caramiello, Curto, Napoli, 1996), un libro, che rappresenta una sorta di sistemazione teorica e di ricomposizione dei diversi “frammenti” di un filone di riflessione scientifica in atto da diversi anni. Il lavoro prova a interpretare alcune fra le diverse caratteristiche che l’ambiente della comunicazione esprime o può assumere, senza rinunciare a una certa sensibilità “critica”, ma, in questo caso, essa è, essenzialmente, una strumentazione funzionale alla costruzione di una nuova progettualità positiva. Il libro si avvale della prefazione di Gerardo Ragone, nella quale vengono chiariti gli aspetti problematici al centro dell’intera riflessione. Le stesse questioni, intorno al rapporto fra modelli comunicativi e organizzazione del “territorio” sociale, sono alla base di un livello più avanzato di analisi teorica e di una più rigorosa sintesi epistemologica, che si traduce nella elaborazione del saggio dal titolo “L’ambiente della comunicazione”, pubblicato nel numero 57 di “Sociologia e ricerca sociale” (Franco Angeli, Milano, 1988). Anche in questo lavoro, il riferimento a questioni di ordine culturologico e comunicativo si proietta con decisione sul terreno di una più ampia riflessione sociologica, che impatta alcuni dei “nodi” essenziali e “generalmente” al centro della disciplina.

Per alcuni anni, infatti, il suo lavoro teorico e disciplinare, si sviluppa ed arricchisce attraverso la collaborazione con la cattedra di Sociologia Generale (prima a Salerno poi a Napoli) del Prof. Gerardo Ragone, con il quale lavora in qualità di assistente. Stimolato dall’intenso confronto scientifico che ne deriva, Caramiello è suggestionato a ripercorrere una riflessione sociologica globale, dalle teorie del conflitto a quelle della scelta razionale, dai classici del funzionalismo sistemico all’interazionismo microsociologico. Nel quadro di tale collaborazione ottiene nell’anno accademico 95-96 un contratto per lo svolgimento di un un corso seminariale, a Salerno, nell’ambito dell’insegnamento di Sociologia Generale. Il seminario, rivolto alla riflessione intorno al pensiero sociologico della “Scuola di Francoforte”, approfondisce le origini e le categorie fondamentali della “Teoria Critica” a partire dal tentativo operato dai diversi studiosi francofortesi (Horkeimer, Adorno, Fromm, Marcuse...) di conciliare il determinismo “profondo” della psicanalisi freudiana con le ragioni “strutturali” del marxismo; fino alla lettura “apocalittica” intorno al “capitalismo di stato” e a quel carattere “repressivo”, che sarebbe comune alle democrazie industriali avanzate ed ai “sistemi” totalitari dell’est.

L’analisi retrospettiva, sia degli originali, innovativi e talvolta persino inconsapevoli, “indizi” di complessità, coglibili in varie tappe di quello “storico” percorso teorico, sia dei labili esiti teorici e scientifici, concretamente ricavabili, in base ai fondamentali presupposti di quel modello interpreativo, costituisce un altro momento fondamentale della sua riflessione attorno al significato, ai compiti e al valore delle scienze sociali. Gli stimoli che questa analisi gli fornisce favoriscono una rielaborazione del proprio percorso di ricerca e una nuova apertura della sua riflessione, su un ampio terreno sociologico.

L’arricchimento teorico e paradigmatico passa per una rinnovata attenzione intorno ai fondamenti “economici” e nello stesso tempo “culturali”, alla base del mutamento, come della stabilità, sociale, una relazione che caratterizza in ogni suo aspetto la dinamica e le logiche del comportamento, del gusto, del consumo, delle consuetudini collettive. E’ una tematica che attraversa centralmente un lavoro come “Pianeta Rosso”, (Caramiello, Capolongo, Castellano, Pacifico Editore, Napoli, 1997), a metà strada fra un’analisi scientifica di matrice “estetica” e la più pura riflessione sociologica, orientato a ricostruire le strategie industriali e pubblicitarie, tecnologiche e comunicative, che hanno guidato la parabola “produttiva” del pomodoro in Europa, dalla sua “scoperta”, seguita alla colonizzazione del nuovo mondo, al suo divenire prodotto caratteristico delle nostre abitudini alimentari di massa. Anche per queste strade “laterali”, il suo sguardo di “osservatore” e interprete dei meccanismi che guidano il processo di trasformazione della società, si trova davanti ancora una volta uno scenario complesso. Ed è, forse, di nuovo, una dimensione scientifica di questo genere quella che si disvela nelle teorie di Hirschman, intorno alle quali riflette, alla ricerca di ulteriori possibili strumenti di comprensione del rapporto fra gioco e razionalità, passioni e interessi. Ed è ancora indagando il carattere di questa relazione che egli rivolge la sua attenzione al lavoro di quei sociologi i quali orientano prevalentemente i loro studi all’indagine articolata delle motivazioni alla base dei comportamenti quotidiani, pubblici e privati, delle “persone”, sul lavoro, nel tempo libero, nell’amore o davanti alla morte: una sorta di nuova e più analitica psicologia sociale, come si sviluppa in autori come Mead, Blumer, Goffman. Lo scenario teorico dell’interazionismo simbolico, accanto all’attrezzatura analitica di matrice sistemico-relazionale, gli fornisce utili strumenti anche in rapporto alla attività di “formatore”, cui Caramiello si dedica intensamente da oltre 15 anni, realizzando soprattutto programmi di “socializzazione” e “comunicazione” in vari contesti didattici e relazionali, a partire da livelli intermedi di professionalizzazione fino ai master post-laurea, e articolando, di volta in volta, le varie proposte scientifiche e dialogiche in diverso modo, in rapporto alle differenti platee (dagli ex-detenuti, ai cassintegrati, dai giovani tecnici e manager fino ai giornalisti professionisti, ai medici, agli alti dirigenti della pubblica amministrazione). E adottando sempre, in direzione dello Human Resources Development, i peculiari dispositivi di “interazione” sistemica, orientati alla rimotivazione e al “long learning”.

Si tratta di un insieme di momenti che vanno ad arricchire un nuovo ciclo di esperienze “sul campo”, della sua attività professionale di sociologo. Un contesto nel cui ambito si segnala anche la ricerca empirica, sviluppata su un campione stratificato composto da 250 soggetti, che Luigi Caramiello progetta e dirige per conto della società per l’Imprenditorialità Giovanile IG, intorno ai mutamenti socio-economici, culturali e identitari, prodottisi nella caratteristica periferia urbana del quartiere “Pianura” di Napoli. Un’attività di ricerca i cui risultati vengono ampiamente riassunti nel lavoro dal titolo “Immagini della periferia. Un territorio metropolitano fra memoria e mutamento” pubblicato poi nel n.3, 2001, di “Novus Campus”, rivista dell’IRES, l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della CGIL, con il quale intrattiene un’intensa collaborazione scientifica. Ma l’impegno di Luigi Caramiello, per quanto attiene al piano più direttamente connesso ai suoi interessi nell’ambito della teoria sociologica, si traduce, anche in questa fase, in alcuni importanti momenti di attività accademica, sul terreno disciplinare e didattico. Nell’anno accademico 1998/1999, nell’ambito delle attività didattiche della Cattedra di Sociologia Generale del Prof. Gerardo Ragone, tiene un seminario rivolto agli studenti, dal titolo: Itinerari di teoria critica. Aspetti fondamentali del pensiero di Jurgen Habermas. Nell’anno accademico successivo, 1999-2000 il suo nuovo seminario, svolto nell’ambito del medesimo insegnamento, si intitola: Lo strutturalismo in sociologia. Ancora nell’anno accademico 1999-2000 è chiamato dall’Istituto Universitario Orientale a svolgere, per gli studenti della Cattedra di Sociologia del Prof. Gianfranco Pecchinenda, un corso sul tema: La scuola di Francoforte e la teoria critica della società di massa. In questa stessa fase i suoi generali interessi di ricerca si rivolgono anche ai temi della globalizzazione e dello sviluppo, della democrazia e dei diritti umani, soprattutto in rapporto alle gravissime disparità che caratterizzano lo scenario della comparazione fra nord e sud del mondo. Dal 1997 esplica, infatti, la sua attività di consulente per la terza rete RAI, lavorando all’ideazione del programma “C’era una volta”, rivolto proprio all’indagine e alla denuncia intorno alle questioni che attengono alle stridenti diseguaglianze fra aree forti e deboli del pianeta. Nel contesto di tali attività realizza, sempre per RAI 3, insieme ad Aurelio Grimaldi, il film-documentario, dal titolo “Napoli blù”, messo in onda nel gennaio 2001. Si tratta di un “viaggio” nella capitale del mezzogiorno, teso a mostrarne insieme ai fattori di rinnovamento, gli elementi di peristente degrado, nella comparazione, di taglio squisitamente sociologico, fra “centri” e periferie. E’ anche l’impegno intorno a queste dimensioni “pratiche” del lavoro professionale e di ricerca a rivelargli, ulteriormente, le possibilità per una comprensione dell’agire sociale più legata alla struttura concreta del comportamento e alla complessa definizione dei percorsi identitari. In questo senso egli ritiene che, nel quadro “sistemico” della nuova complessiva riflessione sociologica, possa risultare utile indagare anche le possibilità di “interazione” fra taluni momenti della prospettiva microsociologica e le teorie della comunicazione. E’ evidente che il tentativo attorno al quale intende concentrare il suo impegno afferisce alle esigenze di ridefinizione del paradigma teorico-analitico dei processi culturali e comunicativi nell’ambito della evoluzione generale della sociologia.

Gli indizi in questo senso ci sono, pur provenendo da “scuole” diverse e evidentemente segnati da differenti sensibilità. Il neo-globalismo di de Kerckhove, se così lo si può definire, tende, in certo qual modo, in questa direzione; così come la proposta di una ricerca “critico-amministrativa”, che Mc Quail formula nel quadro, ancora una volta “rigoroso”, della sua più recente elaborazione, rappresentano spunti fondamentali per rilanciare lo stimolo creativo, della nuova elaborazione nell’ambito delle scienze sociali. Il nodo centrale riguarda le modalità e i percorsi attraverso i quali la riflessione intorno al fenomeno comunicativo e alla cultura, travalichi definitivamente certi livelli di chiusura sistemica, nei quali pure si è teso a circoscriverla, per aprirsi e riarticolarsi sul terreno ineludibile di una complessiva, ampia e generale riflessione sociologica.

Risultando vincitore di concorso (D.R. del 05.08.2002) a ricercatore universitario, raggruppamento Sociologia Generale SPS07, il consiglio della Facoltà di Sociologia della “Federico II” di Napoli i primi di settembre del 2002 lo chiama e contestualmente gli affida l’insegnamento di Sociologia dell’Arte e della Letteratura, “cattedra” prestigiosa di cui era stato storico titolare il suo primo maestro Alberto Abruzzese, col quale aveva svolto, sin dagli anni 80, intensa collaborazione scientifica e attività didattica e di ricerca. Da questo momento il lavoro di insegnamento lo coinvolge in maniera assai intensa, il corso, da poche unità che coinvolgeva negli ultimi anni, si affolla fino a vedere la frequenza di centinaia di allievi. E sono decine e decine gli studenti che chiedono, e spesso ottengono, di svolgere la tesi in Sociologia dell’arte e della letteratura, fino a risultare, dopo solo un anno, il Caramiello fra i primi docenti della Facoltà per numero di tesisti e di laureati. C’è da sottolineare che la sua attività didattica, appositamente, monitorata, realizza risultati persino più lusinghieri. Pochi mesi dopo il consiglio di Facoltà gli affida anche un modulo di insegnamento assai originale dal titolo “Teorie e culture della complessità sociale” nell’ambito del nuovo Corso di Laurea della Facoltà in “Culture Digitali e della Comunicazione” alla cui configurazione fornisce in vario modo il suo contributo di analisi progettuale. Con il suo nuovo modulo didattico Caramiello mette in campo un primo e parziale tentativo di attivare e tradurre, nell’ambito della didattica, un percorso di riflessione che tenda a dare solidità e un più peculiare e pregnante significato a quel retroterra di nuova epistemologia che egli vede a fondamento della scienza sociale contemporanea. E’, per molti versi, il tentativo che, su un terreno teorico più ampio hanno portato o stanno portando avanti, in questi anni, diversi studiosi, da Bateson a Luhman, da Morin a Giddens, sia pure partendo da differenti prospettive. E si può cogliere in questi i riferimenti, qualche aspetto centrale in ordine al retroterra paradigmatico dell’ultimo lavoro di analisi sociologica nel quale Caramiello ha profuso i suoi sforzi negli anni più recenti; una minuziosa ricerca rivolta alla comprensione e all’approfondimento di uno spinoso tema di indagine scientifica: la dimensione sociale della droga. Si tratta di una elaborazione nella quale Caramiello ha provato a individuare e proporre alcuni degli aspetti più caratteristici e centrali che ci mostrano il fenomeno droga nella sua caratterizzazione squisitamente sociale. Il libro, pubblicato da UTET nel 2003, si intitola “La droga della modernità”, ed è rivolto a mostrare come una “pratica”, primigenia e contemporanea, assolutamente universale e caratteristica del comportamento umano, possa e debba essere compresa come fenomeno che attiene, contemporaneamente alla sfera materiale e simbolica, della cultura e dei bisogni. Una dimensione del comportamento, quindi, che è in forte connessione con la struttura dell’immaginario sociale e, allo stesso tempo, con la logica delle “compatibilità” economiche, produttive, politiche di un qualsiasi sistema, e che rivela, per questa via, la sua complessa, natura di “fatto sociale”. In questo senso la droga si rivela semplicemente quale possibile dispositivo capace di guidare la ricognizione teorica e l’analisi intorno ad alcuni fondamentali momenti dell’agire sociale, una lente, in altre parole, attraverso la quale cogliere e indagare aspetti fondamentali riguardo ai processi culturali, alle istituzioni, ai comportamenti che contraddistinguono il sistema societario. Questa peculiare sensibilità, unitamente a un determinato approccio scientifico, si rivela compiutamente anche nella scrittura delle cinque voci (Anomia, Atomica, Macchina, Olocausto, Rischio) che elabora a quattro mani insieme al suo “vecchio” maestro Alberto Abruzzese, per il ponderoso “Lessico della comunicazione”, che Abruzzese dà alle stampe per i tipi di Meltemi nel 2003. Anche in questo senso, si caratterizza il percorso di ricerca sul quale Luigi Caramiello è da tempo impegnato e verso cui conta di orientare lo sviluppo della sua riflessione. Ma la sua attività scientifica, anche quella relativa ai temi a lui più cari, non si limita solo a svolgersi sul terreno teorico e paradigmatico. Anzi, benchè negli ultimi anni molto assorbito dagli innumerevoli impegni didattici, Caramiello si pone il problema di interfacciare la sua analisi di taglio "globalistico" con la configurazione materiale più tangibile del territorio sociale. E' per questo che assume in questi anni la direzione di alcuni importanti progetti di ricerca. "La gioventù del silenzio", l'ultimo suo volume (Pironti, 2007), realizzato a quattro mani con Antonello Parente, raccoglie, infatti, accanto a diversi altri significativi contributi di riflessione, i risultati di una importante indagine sul campo, realizzata su un campione di 500 studenti napoletani, volta, tra l'altro, a interpretare il rapporto che si struttura fra la percezione (o il consumo) delle diverse sostanze psicoattive e i modelli culturali, gli stili di vita, di cui i ragazzi sono portatori. Il suo stesso "antico" interesse verso la dimensione "produttiva" dei fenomeni culturali, si "traduce" in una importante ricerca sul tema dell'Impresacultura a Napoli, che effettua, coordinando una qualificata équipe di giovani sociologi, proprio al fine di comprendere come, l'evoluzione della sfera artistica, simbolica, spettacolare, immaginaria, lungi dal funzionare quale possibile dispositivo di sostituzione o di sublimazione, rispetto alle concrete, ineludibili, esigenze, di "modernizzazione" strutturale del nostro sud, possa esprimere compiutamente tutte le sue potenzialità, solo accompagnandosi allo sviluppo complessivo del "territorio" in senso produttivo, urbanistico, economico, sociale. L'interesse scientifico attorno al rapporto fra sviluppo e progresso culturale converge in un'approfondita ricerca volta ad indagare le trasformazioni di uno specifico ambiente sociale: "Ischia fra sogni e bisogni L’isola verde nel cinema e nell’immaginario" (2009), è un case study sulla produzione dell'immaginario e dell'industria, che attraverso un’analisi, storica, sociologica ed economica, descrive il modo in cui uno specifico comparto dell'industria culturale, quello cinematografico, sia riuscito a trasformare l'isola verde, rurale e povera, in un moderno distretto turistico. La pluriennale attività di ricerca di Caramiello, che ha visto coinvolti negli anni numerosi allievi e colleghi, ha dato vita ad un vero e proprio "laboratorio", che ha dispiegato la sua attività attraverso convegni, seminari, lavori di gruppo, pubblicazioni e discussioni nelle quali si sono delineate diverse traiettorie di indagine. "Frontiere culturali. Nuovi percorsi di sociologia e comunicazione"(2012) costituisce una sorta di manifesto programmatico, l'atto di nascita di una scuola, di un pensiero scientifico d'impronta vesuviana, connotato in senso autenticamente critico e liberale. L'opera si compone di quattordici saggi, sette scritti da Caramiello, e sette, invece, redatti da giovani studiosi, che si sono cimentati indagando questioni diverse e culturalmente suggestive. Fra i saggi di Caramiello spicca per rigore scientifico e solidità del ragionamento "La natività del racconto", un originale contributo critico di sociologia della religione. Ma un posto di particolare rilievo occupa anche il saggio “Omo e trans. Sociologia di un fenomeno globale”, uno studio mediante il quale Caramiello propone una accurata spiegazione scientifica di un universale diacronico del comportamento umano. An Interview with the sociologist, in, Discepolo C., The Great Treatise of Astrology (2013)è un rigoroso ragionamento scientifico, pubblicato in un ponderoso volume negli Stati Uniti, accanto ai contributi di altri prestigiosi rappresentanti del mondo scientifico, il fisico Luigi Smaldone, il filosofo Raffaello Franchini, lo psicologo Michele Rossena, nell’ambito di un trattato internazionale volto allo studio del fenomeno dell’astrologia. Il contributo di Caramiello è una riflessione dal solido impianto epistemologico, che rivendica l'adozione di uno squisito metodo di analisi in tutti i comparti dell'analisi sociologica, anche in rapporto allo studio di quei momenti e contesti dell'agire sociale più strettamente legati ad una cultura delle credenze, del senso comune, delle tradizioni. Con"L'energia politica. La vicenda del Nucleare civile nel Bel Paese"(2015) Caramiello riprende, a quattro mani con Giuseppe De Salvin, un tema caro alla sua riflessione: la questione dell’energia atomica, questa volta, però, non in rapporto alla sua dimensione bellica, bensì in relazione ai suoi usi in campo civile. Attraverso una rigorosa riflessione scientifica, sviluppata sia sul terreno dell'analisi teorica, sia su quello dell'indagine empirico, in dimensione storico-comunicativa,l’opera ripercorre le tappe e i processi che hanno determinato l'esclusione della risorsa nucleare, unico caso su scala planetaria, non solo Occidentale, dalla programmazione relativa alle fonti di approvvigionamento energetico italiano. La ricerca, corroborata da una vasta mole di dati e arricchita dall’utilizzo di fonti autorevoli, è un ragionamento scientifico lucido, serrato, che destruttura alcuni diffusi e radicati luoghi comuni su questo attualissimo tema, svelandone le connessioni con una dimensione sostanziale di pregiudizio, sul terreno culturale, politico ed ideologico. Sempre nel 2015 la ricerca scientifica e il lavoro di analisi sociale di Caramiello convergono ne "Il maestro dei grandi. La formazione dei disoccupati. Racconto di un’esperienza sociologica sul campo", un reportage qualitativo sulla sua esperienza di docente in corsi di formazione nell’ambito dei programmi di riqualificazione della Comunità Europea. Il ruolo di testimone privilegiato, o meglio ancora di “osservatore partecipante” ha consentito all'autore di condurre un'autentica ricerca antropologica sul campo, di cui ha poi composto un suggestivo interfaccia testuale, attraverso un uso sofisticato e innovativo del metodo narratologico applicato alle scienze sociali. "Oltre il luogocomunismo. La visione neomoderna contro il suicidio dell'Occidente. Momenti di un percorso sociologico e culturale" (2015) scritto con Virginia Altruda, ripercorre fasi e figure decisive e cruciali della storia recente, attraverso considerazioni di tipo squisitamente sociologico e riflessioni più caratterizzate in dimensione geopolitica. Il ragionamento che si sviluppa si rivolge all'obiettivo di smantellare dogmi, stereotipi e clichè, propri di certi filoni del mondo intellettuale occidentale, che insieme alla gravi minacce provenienti dall’esterno, stanno minando la tenuta del mondo democratico. Il libro persegue la sua finalità attraverso un percorso di rigorosa riflessione teorica e indagine scientifica, proponendo l’elaborazione di un nuovo paradigma liberale della modernità, che orienti l’azione sociale in direzione di una nuova stagione di emancipazione collettiva e di progresso reale della comunità umana globale.

Direzione progetti di ricerca


Fra il 1998 e il 1999 è stato direttore scientifico del progetto di ricerca sociologica, promosso e finanziato dalla IG – Imprenditorialità giovanile SpA, volto a individuare persistenze e mutamenti nei fondamentali tratti socio-economici e culturali che caratterizzano il territorio di Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Una sintesi dei risultati della ricerca, svolta su un campione di 250 soggetti, è stata pubblicata nel 2001. Fra il 2003 e 2004 è stato responsabile scientifico del progetto di ricerca sul tema: “L’artigianato artistico a Napoli. Evoluzione ed innovazione dell’arte presepiale, dell’oreficeria, della lavorazione di metalli preziosi e dell’alta sartoria”. I risultati dell’indagine, promossa dalla UIL e dalla Camera di Commercio di Napoli, sono stati pubblicati nel dicembre del 2004. Fra il 2005 e il 2006è stato direttore scientifico del progetto di ricerca sul tema “La nuova cultura della droga fra le giovani generazioni di studenti napoletani”, rivolto a indagare la dimensione e la qualità delle trasformazioni prodottesi nel rapporto fra diomensione familiare, gli stili di vita e di consumo e atteggiamento dei ragazzi verso le droghe, vecchie e "nuove". L’iniziativa é promossa e finanziata dall’Ente Provincia e dalla Comunità “La tenda” di Napoli Dal marzo 2005 é direttore scientifico del progetto di ricerca e del programma di interventi, in fase di svolgimento, rivolti alla gioventù "a rischio" nella zona dell’Alta Irpinia, (il “cratere” dei 21 comuni intorno all’epicentro del sisma del 1980). Il progetto, intitolato “Alta Irpinia Prospettive”, vede come ente attuatore l’ASFORIN di Avellino e rientra fra le iniziative promosse dalla Regione Campania nell’ambito delle attività finanziate dall’Unione Europea. Nel 2007 ha codiretto il progetto di ricerca "L'impresa culturale. Problemi e prospettive del comparto nell'area metropolitana di Napoli", promosso dalla Camera di commercio di Napoli in collaborazione con la Facoltà di Sociologia della "Federico II" e con il Dipartimento di Statistica della Università "Partenophe" di Napoli. Dal 2012 è Responsabile Scientifico-Didattico di “Donne, Politica e Istituzioni”, progetto finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e co-finanziato dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, un’iniziativa speciliastica a carattere formativo, per la diffusione della cultura di genere, nel contesto delle istituzioni culturali, sociali e politiche, finalizzata a qualificare ed aumentare la presenza e la partecipazione delle donne nella vita attiva. Dal 2012 è il Referente, per il Dipartimento di Sociologia “Gino Germani”, del Comitato di coordinamento scientifico per il Progetto “OPERATORI ATTIVI”- Avviso pubblico Fondo Europeo per l’integrazione di cittadini dei paesi terzi 2007-2013 azione 5 annualità 2011 Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Direzione centrale Ministero dell’Interno, promosso dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, in partenariato con il FORMED ed il Dipartimento di Sociologia “Gino Germani”.

Pubblicazioni

Volumi

1) A. Abruzzese, L. Caramiello, G. De Martino, B. Roberti, M. Videtta, Napoli no New York, Liguori, Napoli, 1982.
2) L. Caramiello, Il medium nucleare, introduzione di A. Abruzzese, Edizioni Lavoro, Roma, 1987.
3) L. Caramiello e G. Frezza (a cura di), Paradigmi. Visioni. Storie, CUEN, Napoli, 1987.
4) L. Caramiello, Da amore a Zapping, Pironti, Napoli, 1995.
5) L. Caramiello, La natura tecnologica. Studi di sociologia della comunicazione, prefazione di G. Ragone, Curto, Napoli, 1996.
6) L. Caramiello, C. Capolongo, L. Castellano, Pianeta Rosso. Arte e industria, Edizioni Pacifico, Napoli, 1997.
7) L. Caramiello, La droga della modernità, UTET libreria, Torino, 2003.
8) L. Caramiello, A.Parente, La gioventù del silenzio. Droga e stili di vita fra gli studenti, Tullio Pironti Editore, Napoli, 2007.
9) L. Caramiello, La frontiera culturale, in AA.VV, L’impresa culturale per lo sviluppo del territorio. L’economia del settore culturale e i suoi testimoni, Centro Studi – Unione Industriali, Napoli, 2008.
10) L. Caramiello, M. Sasso, Ischia tra sogni e bisogni. L’isola verde nel cinema enell’immaginario, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2009.
11) L. Caramiello, Omo e trans. Sociologia di un fenomeno globale, in Esposito S., Trasmutazioni, Paparo Edizioni, Napoli, 2009.
12) L. Caramiello, “Sociologia formale” e teoria della complessità. Frontiere epistemologiche del pensiero di Georg Simmel, in Cotesta V., Bontempi M., Nocenzi M., Simmel e la cultura moderna. Volume I. La teoria sociologica di Georg Simmel, Morlacchi Editore, Perugia, 2010.
13) L. Caramiello, Frontiere culturali. Nuovi percorsi di sociologia e comunicazione, Alfredo Guida Editore, Napoli, 2012.
14) L. Caramiello, An Interview with the sociologist, in, Discepolo C., The Great Treatise of Astrology, Research ‘90 publisher, Charleston, SC, USA, 2014.
15) L. Caramiello, L’apocalisse Immaginaria. Sociologia della fiction nucleare e post- atomica, (in corso di pubblicazione).
16) L. Caramiello, G. De Salvin, L’energia politica. La vicenda del nucleare civile nel Bel Paese, Editoriale Scientifica, Napoli, 2015.
17) L. Caramiello, V. Altruda, Oltre il luogocomunismo. La visione neomoderna contro il suicidio dell'occidente. Momenti di un percorso sociologico e culturale, Napoli, 2015.
18) L. Caramiello, Il maestro dei grandi. La formazione dei disoccupati. Racconto di un’esperienza sociologica sul campo, Pensa Multimedia, Lecce, 2015.

Saggi e articoli su riviste scientifiche e altre pubblicazioni specialistiche

1) L. Caramiello, “L’incubo americano. I codici, i generi.”, in, A. Fabozzi, Il cinema della paura, Liguori, Napoli, 1982.
2) L. Caramiello, “I ragazzi italiani scoprono il nuovo rinascimento”, in, “Cafè”, Torre editore, Napoli, maggio 1982.
3) L. Caramiello, M. Videtta, “Napoli now”, in, Napoli no New York, Abbruzzese, Caramiello e altri (cit.).
4) L. Caramiello, “La metropoli”, in, “La città nuova”, Macchiaroli Editore, Napoli, n.2, 1986.
5) L. Caramiello, “Una innovazione che sia anche culturale”, in, “Tre”, Edizioni LAN, Napoli, n.3, 1986.
6) L. Caramiello, “Il lavoro nella società che cambia”, in, “Presenza”, Edizioni FABI, Varese, maggio 1986.
7) L.Caramiello, “Napoli: musica e ritmo abitano ancora qui”, in, “Comunicazione di massa”, volume III, SugarCo, Milano, 1986.
8) L. Caramiello, “Immagine e scrittura”, in, L.Ferrara, Appunti immaginari di un grande teatro lirico, Edizioni LAN, Napoli, 1986.
9) L. Caramiello, “Le frontiere del metodo”, in, L. Caramiello e G. Frezza, (a cura di), cit.
10 L. Caramiello, “Tutti felici col cuore in gola”, in AA.VV., Dalla festa all’Europa, EDI.ME., Napoli, 1987.
11) L. Caramiello, “No future”, in, G. Forte e G. Carmina (a cura di), L’idea del fumetto, CUEN, Napoli, 1987.
12) L. Caramiello, “L’orizzonte algoritmico”, in. AA.VV., Videoculture. Strategie dei linguaggi elettronici, Dipartimenti di Sociologia e Scienze della Comunicazione della Università degli Studi di Napoli, Napoli, 1988.
13) L. Caramiello, “A proposito del design dell’assenza”, in, “Design”, anno secondo n. 3, Napoli, 1988.
14) L. Caramiello, “Soggettività artificiale”, in AA.VV., Biennale ‘88, Istruzioni per l’uso, Bologna, 1988.
15) L. Caramiello, “Prometeo e Venerdì fra natura e tragedia”, in, “Strip”, n. 1, Cuen, Napoli, 1988.
16) L. Caramiello, “In diretta dal passato”, in, “Strip”, n. 2, Cuen, Napoli, 1988.
17) L. Caramiello, “Chi ha rapito L’Europa?”, in, “Strip”, n. 3, Cuen, Napoli, 1988.
18) L. Caramiello,“Abbiamo fabbricato Dio”, in “L’illustrazione italiana”, anno 117, n. 61, Milano, 1989.
19) L. Caramiello,“Non sparate sul videogame”, in AA.VV., Punti di vista e valori, Videoculture. Dipartimenti di Sociologia e Scienze della Comunicazione della Università degli Studi di Napoli, Napoli, 1989.
20) L. Caramiello, “Oltre il muro”, in “Il confronto delle idee”, anno primo, Napoli, giugno 1990.
21) L. Caramiello, “Il commento di uno sguardo”, in S.Esposito, L’immagine e il tempo, Edizioni Graphotronic, Napoli, 1991.
22) L. Caramiello, “Bon voyage”, in L. Cristinzio, La giostra del tempo il senso del luogo, Pelli, Napoli, 1996.
23) L. Caramiello, “L’ambiente della comunicazione. Natura tecnologica e interazione sistemica”, in, “Sociologia e ricerca sociale”, n.57, Franco Angeli, 1998.
24) L. Caramiello, “Fattore umano e competitività aziendale”, in “Inforgema”, n. 9, Foggia, novembre 2000.
25) L. Caramiello, “Realtà e immaginario di una periferia. La nuova identità di Pianura fra memoria e mutamento sociale”, in, “Novus Campus”, anno IV, n. 1, IRES, Napoli, 2002.
26) L. Caramiello, “L’infedeltà epistemologica”, in, N. Corsicato (a cura di), Polifedeltà, Massa Editore, Napoli, 2002.
27) L. Caramiello, “Ripensare il mondo. Per una geopolitica della complessità”, in, “Mezzogiorno Europa”, n.1, anno IV, Febbraio 2003.
28) L. Caramiello, “La nuova identità del giornalista nel mercato globale della comunicazione”, in, “Novus Campus”, n. 2, IRES, Napoli, 2003.
29) A. Abruzzese, L. Caramiello, “Anomia”, in, A. Abruzzese, Lessico della comunicazione, Meltemi, Roma, 2003.
30) A. Abruzzese, L. Caramiello, “Atomica”, in, A. Abruzzese, Lessico della comunicazione, Meltemi, Roma, 2003.
31) A. Abruzzese, L. Caramiello, “Macchina”, in, A. Abruzzese, Lessico della comunicazione, Meltemi, Roma, 2003.
32) A. Abruzzese, L. Caramiello, “Olocausto”, in, A. Abruzzese, Lessico della comunicazione, Meltemi, Roma, 2003.
33) A. Abruzzese, L. Caramiello, “Rischio”, in, A. Abruzzese, Lessico della comunicazione, Meltemi, Roma, 2003.
34) L. Caramiello, “Il paradiso dell’arte e della vita”, in, Enzo Marino, Graffi sull’eden, Buonaurio, Napoli, 2004.
35) L. Caramiello, “Il legno storto dell’umanità”, in, AA.VV, Oroverde/deoleo, Newline publicity, Ercolano, 2004.
36) L. Caramiello, “Prefazione”, in, Carlo Nicotera, Lettere dal faro, Vele Bianche Editori, Napoli, 2004.
37) L. Caramiello, “Introduzione”, in, Marinella Ferrara, Materiali e innovazione nel design, Gangemi Editore, Roma, 2004.
38) L. Caramiello, “On the road”, in, AA.VV., Capitanata Narrata, (a cura di A.Chiappe e L. Tavasci), GEMA-Edizioni d’Arte Severgnini, Cernusco sul Naviglio, Milano, 2004.
39) L. Caramiello, “Il Bricolage immaginario. La poetica dei sogni e dei bisogni nell’arte grafica di Gaetano Gravina”, in, G. Gravina, Loghi e luoghi, Uniongraphics Edizioni AGN, Napoli, 2005.
40) L. Caramiello, “Iconologie del sacrificio”, in, P. Capasso, G. di Capua, C. Capolongo, Museopossibile. L’esercizio della memoria estetica della fede, Edizioni L’arca e L’arco, Nola, 2005.
41) L. Caramiello, “Le ragioni di una rivista”, in, Take Off, n. 0, 2005, Napoli.
42) L. Caramiello, “I giovani nella rete di Gutemberg”, in, AA.VV., Indagine sui consumi culturali dei giovani. Assessorato alle Politiche Scolastiche e Formative della Provincia di Napoli, Euroffset 2000, Casoria, 2005.
43) L. Caramiello, “Mediterraneo, officina del divenire”, in, "Esserci nel Mediterraneo", n. 0, 2006, Napoli.
44) L. Caramiello, "Le immagini della libertà", in, "Essere", Rivista del centro studi E. Fromm, n. 49, Stampa Arti Tipografiche, Napoli, 2007.
45) L. Caramiello, "L'eterno dramma dell'emigrazione", in, "Il volto e l'anima", quaderno n. 3, Emigrazione e migrazioni, Società napoletana di storia patria-ENI, Napoli, 2007.
46) L. Caramiello, "Ricostruire l'arte. La prospettiva estetica di Antonio Dentale", in, "Forme, segni e volumi immaginari", Facoltà di Architettura, Napoli, 2008.
47) L. Caramiello, “Il comparto culturale fra sottosistema e meta sistema”, in, “L’impresa culturale per lo sviluppo del territorio. L’economia del settore culturale e i suoi testimoni”, Centro Studi - Unione Industriali, Napoli, 2008.
48) L. Caramiello, "Omo e Trans. Sociologia di un fenomeno globale" in Salvatore Esposito, Trasmutazioni, Paparo Edizioni, Napoli, 2009.
49) “L. Caramiello, M. romano, “ZOOM Portogallo”, in, “Leggere tutti”, Agra Editrice s.r.l., Roma, 2010.
50) L. Caramiello, S. Monaco, “Il virtuale e il virtuoso. Traguardi e frontiere della nuova creatività letteraria”, in, OLE Officina di Letteratura Elettronica, Lavori del Convegno – Archivio degli artisti italiani, Edizioni Atelier Multimediale, Napoli, 2011.
51) L. Caramiello, S. Monaco, “The virtual and the virtuous. Goals and borders of the new literaty creativity”, in, OLE Officina di Letteratura Elettronica, Lavori del Convegno – Archivio degli artisti italiani, Edizioni Atelier Multimediale, Napoli, 2011.
52) L. Caramiello, “La natività del racconto. Elementi di sociologia del presepe”, in, “Passeggiando nel presepe. Mostra tra storia, arte, sapori e tradizioni napoletane del '700”, Cecina, 2011.
53) L. Caramiello, “Il grande equivoco dell’avanguardia”, in, “Estetica, Studi e ricerche”, Luciano Editore, Napoli, 2011.
54) L. Caramiello, (2012) “Napoli: bella e dannata”, in, “Town, art, fashion. Spirit to serve”, Cangiano Grafica, Napoli, 2012.
55) L. Caramiello, (2014) “L’ombra del Rinascimento”, in, “Sociologia… La società in rete” da pag. 22 a pag. 35.
56) L. Caramiello, (2015) “La caverna del mito”, in AA.VV., a cura di Comune di Napoli e Museo PAN, Diamond Dogs trent’anni dopo, da pag. 5 a p. 11, Edizioni Grafica Metelliana, Napoli.
57) L. Caramiello (2015) “L’idea di una generation”, in “A noi ci piaceva il Blues… ovvero tutte le strade portano a Memphis”, di A. Tricomi e G. Verdelli (Reality Book, Roma 2015), da pag. 136 a pag. 139.
58) L. Caramiello, (2016) “La lotta infinita per la libertà. Riflessioni su guerra e pace”, in “Rivista di Sociologia” – Edizione Capuano – ANNO VII, da pag. 54 a pag. 57.